Vi affaticate invano,
onorevoli, ridacchiava il professore, perché non sapete progettare, neppure
casualmente, cose facili, come la morte. O forse nemmeno la morte è poi così
facile come lo era durante la mia infanzia? Erano già passate tre ore di quelle
balcaniche e da nessuna parte del muro c’era traccia della morte. Ma non si
scorgeva nemmeno una vita degna di curiosità. Era una giornata piuttosto
impegnativa. In sole 24 ore la popolazione festeggiava la Giornata mondiale del
Teatro delle marionette, dei Bambini di strada, della Sindrome di Down, della Guerra contro il razzismo, della Lotta contro l’insonnia e della Poesia. Alcuni studenti avevano
dato un soprannome al professore e di nascosto lo chiamavano Star¹.
“Ti piace, Star?” – gli
chiese un bambino.
Senza provare fastidio
per quel soprannome ridicolo, il professore si sistemò gli occhiali e fissò il
muro.
“Se mi spieghi cosa intendi dire…”