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Romanzi allo spechio / Romane în oglindă
Due romanzi allo specchio, ovvero la dittatura di tipo ideologico ("L'anno in cui fu inventato il cigno", 1996, dal romeno) versus una dittatura che si può chiamare "del destino" ("I fiumi del Sahara", 1990, dal albanese). Tra due specchi, un vicolo dove il protagonista, un essere umano che non ha nome ma non è un numero, si perde e si ritrova passo dopo passo.
Lumenjtë e Saharasë [SQ]
Il giorno dell'addio
Iniziarono a manifestarsi alcune complicazioni. Parlavo da solo, chissà da quanto tempo, e dopo ogni parola che pronunciavo ne imparavo una nuova. Imparai la parola "manifestarsi", la parola "complicazioni", la parola "parlare", la parola "chissà", il gruppo di parole "da quanto tempo", l'espressione "da solo", la congiunzione "e", la parola "congiunzione", la parola "dopo", la parola "ogni", la parola "parola", la parola "così", la parola "imparare", la parola "nuova", il gruppo di parole "gruppo di parole", la parola "più" e tante altre ancora. Altrimenti come avrei potuto parlare, anche se da solo? In realtà, le parole erano sempre le stesse, soltanto che a me sembravano ogni volta diverse, completamente diverse, e quindi le imparavo da capo, come se fossero davvero nuove.
“I fiumi del Sahara”, romanzo. Lettura d’autore 2019
“Iniziarono a manifestarsi alcuni problemi complicati. Parlavo da solo, chissà da quando, e dopo ogni parola che pronunciavo ne imparavo una nuova. Imparai la parola manifestare, la parola problemi, la parola complicati, la parola parlare, la parola chissà, il gruppo di parole da quando, il gruppo da solo,
la congiunzione e, la parola dopo, la parola ogni, la parola parola, la parola così, la parola imparare, la parola nuova, il gruppo di parole gruppo di parole, la parola più e tante altre ancora e ancora. Altrimenti come avrei potuto parlare, anche se da solo? In realtà, le parole erano sempre le stesse, solo che a me sembravano diverse, completamente diverse e quindi le imparavo da capo, come se fossero realmente nuove.
Aprii gli occhi, non so come, e riuscii a scorgere cinque pareti bianche, escluso il pavimento – al quale avevo voltato le spalle, visto che ero sdraiato; nella stanza c'erano cinque pareti bianche, ed era una fortuna che non fossero più di cinque, perché anche se fossero state di più, sempre pareti erano.
Iniziarono a manifestarsi alcuni problemi complicati”.
la congiunzione e, la parola dopo, la parola ogni, la parola parola, la parola così, la parola imparare, la parola nuova, il gruppo di parole gruppo di parole, la parola più e tante altre ancora e ancora. Altrimenti come avrei potuto parlare, anche se da solo? In realtà, le parole erano sempre le stesse, solo che a me sembravano diverse, completamente diverse e quindi le imparavo da capo, come se fossero realmente nuove.
Aprii gli occhi, non so come, e riuscii a scorgere cinque pareti bianche, escluso il pavimento – al quale avevo voltato le spalle, visto che ero sdraiato; nella stanza c'erano cinque pareti bianche, ed era una fortuna che non fossero più di cinque, perché anche se fossero state di più, sempre pareti erano.
Iniziarono a manifestarsi alcuni problemi complicati”.
I fiumi del Sahara / Fluviile Saharei, Italia 2019
"I fiumi del Sahara è
la storia di un ritorno a casa, in una piccola cittadina senza nome sulle rive
di un lago. Il passato, sotto forma di luoghi e affetti, conoscenze e
abitudini, si riaffaccia nella vita di un giovane studente e lo catapulta in uno
spazio indefinibile, tra realtà e allucinazione, veglia e sonno. Le giornate
trascorrono indolenti, tra appagamento sensuale e fisico e improvvise mancanze,
vuoti spaventosi che sconvolgono poco a poco il distaccato approccio esistenziale del protagonista. In un limbo sospeso e lattiginoso in cui la
neve, dominatrice indiscussa, tesse le sue candide trame e modifica
silenziosamente i piani, l’unica via di fuga è negata: i binari sono interrotti
e non c’è modo di sottrarsi al vortice di ossessioni e fantasmi che si fanno
largo tra le righe e nei pensieri. Con uno stile lirico e allucinato, talvolta
surreale e grottesco, costantemente supportato da una vena ironica che sconfina
nel sarcasmo, Kyçyku risucchia il lettore in un gorgo oscuro e ribollente in
cui il sogno acquista le sembianze di un incubo e nulla è mai come sembra.
Nell’attesa di riemergere non resta che aggrapparsi a un frammento di cielo cui
affidare il proprio destino incerto e denso di contraddizioni".
Besa
Editrice 2019
”I fiumi del Sahara” la a doua ediție în Italia
Ardian Kycyku (i pseudonimi letterari: Ardian-Christian Kyçyku / Kuciuk, scrittore d’espressione albanese e romeno, nato il 23 agosto 1969, a Pogradec, Albania, autore di oltre 50 opere originali (romanzi, prosa breve, teatro, scenari, studi scientifici, saggi, films di lungo e corto metraggio, antologie, traduzioni). Dottore in letteratura comparata ed universale, dottorando in teologia, professore universitario. Tra il 2008 e il 2020 è stato decano e rettore.
Sin dal 1998 è co-fondatore e co-direttore della Rivista Europea Haemus.Membro Fondatore dell’Associazione Culturale AlbaneseHaemus e dell’istituto Haemus - Studi Balcanici.
Laureato del Premio letterario d’Albania „Penna d’Argento”, Tirana 2013; Cittadino d’onore della sua città natale Pogradec, 2014; Kult Academy Prize “Il migliore libro - Il miglior autore”, Tirana, 2015 e 2018; Premio II “Katarina Josip” per il dramma originale in albanese, Prishtina, 2016; Grand Prix del Festival Internationale del Film di brevissimo metraggio, Cluj-Napoca, Romania, 2017; Ambasciatore della Nazione, Tirana 2019





